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Benvenuti a Rabat: la nostra guida pratica per voi

Abitando a Meknès, non potevamo ignorare Rabat, la capitale del Marocco, a meno di due ore da casa, ed è stato un piacere scoprirla nell’arco di un week-end.

Rabat non è una metropoli frenetica e caotica, anzi! Siamo rimasti molto sorpresi sin dal nostro arrivo in stazione nel notare la presenza di appena due binari. L’atmosfera è curiosamente serena, vi si può passeggiare tranquillamente lungo i viali alberati, all’ombra delle Bougainville, prendere il tram nuovo di zecca e ammirare gli edifici d’epoca coloniale accanto alle facciate colorate in stile Street Art.

Cosa vedere a Rabat, che fare, dove mangiare e per dormire? Anche stavolta condividiamo con voi le nostre mete preferite dell’itinerario nella capitale marocchina.

sec-dsc_0262La Kasba degli Oudaïa

Senza ombra di dubbio, uno dei posti più suggestivi di tutta la città.
Questo quartiere, una volta fortezza posta a difesa della città, è diventata, col passar del tempo, una cittadella nella città. Ci si può divertire a girovagare tra le sue stradine dominate dal bianco e dall’azzurro,  fermarsi ad ammirare i portoni, le finestre e i balconi in fiore che sembrano far a gara di bellezza, per finire fermandosi a scrutare l’oceano dalla grande spianata panoramica.

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La mano di Fatima protegge le dimore

Il quartiere è circondato da imponenti mura di cinta color ocra. Appena superato l’ingresso, sulla destra, troviamo il giardino andaluso, un’oasi di tranquillità…. e di gatti. Qui hanno trovato il loro habitat ideale anche decine di diverse specie di piante e fiori tipici della macchia mediterranea che ornano e circondano numerose fontanelle dallo charme orientale.

sec-dsc_0051La spiaggia poco lontano non sarà la più bella di tutto il Marocco, ma merita comunque di farci un giro all’imbrunire per ammirare il magnifico tramonto sull’oceano atlantico.

sec-dsc_0115La Medina 

Come ogni città del Marocco che si rispetti, la medina è il cuore storico della città, con i suoi venditori ambulanti, souk, gente ovunque, chiasso e profumi. Come non farsi tentare davanti a interi banconi pieni di datteri, menta, pesce fresco e altre bontà? 

sec-dsc_9756Tra i banconi del mercato, siamo rimasti particolarmente colpiti dalla maestria di un ragazzo che cuoceva delle foglie di brick, stendendole velocemente a mano si una piastra calda (tipo quelle per crèpes) con un risultato perfetto. Senza parlare della cortesia e disponibilità dei commercianti, come quello che ci ha spiegato a cosa servissero le decine di bachi da seta che si nascondevano sotto le foglie di Gelso.

sec-dsc_9892Mausoleo Mohammed V e la Torre Hassan 

Il Mausoleo è un edificio interamente bianco, dove riposano le spoglie dei Re Mohammed V e Hassan II, rispettivamente padre e nonno dell’attuale Re Mohammed VI. Contrariamente agli altri Mausolei finora visitati, l’accesso a quest’ultimo non è riservato ai soli musulmani ma aperto a tutti. All’ingresso di questo complesso, due militari a cavallo fanno da guardia e posano per le foto dei numerosi turisti.

sec-dsc_9833A separare il mausoleo dalla Torre Hassan ci sono una serie di colonne, che creano un’ambiente molto fotogenico. La torre in realtà doveva essere un Minareto, rimasto incompleto. Nel XII secolo, il sultano Yacoub el Mansour aveva intenzione di costruire la più grande Moschea del mondo dopo quella di Samarra, in Irak. Sfortunatamente, i lavori andarono per le lunghe, e dopo la sua morte l’opera non fu mai conclusa. Oggi della Moschea rimane solo il minareto che seppur incompleto (e parzialmente danneggiato dal terremoto di Lisbona del 1755) resta un’opera maestosa da non perdere se visitate Rabat.

sec-dsc_9813Il “quai des créateurs” a Salé

Salé si trova a due passi da Rabat, le due città sono separate solo dal fiume Bou Regreg che si può attraversare comodamente (più per i passeggeri che per chi rema) in barca-taxi con 5 Dirham (circa 0,50 centesimi di Euro). Il “quai des créateurs” (riva degli artisti) è il quartiere che incontrerete una volta sbarcati, con i suoi edifici facoltosi e le boutique eleganti. Non è tanto per il quartiere in sé che vi consigliamo di venirci, quanto per la traversata e il colpo d’occhio panoramico sulla città da questa riva.

sec-dsc_0407La Necropoli di Chella

Nella nostra “Top 2” dei più bei posti di Rabat per gli appassionati di fotografia. Chella è un sito archeologico dove si ritrovano le rovine di una antica città romana, sulle quali è stata costruita poi una necropoli merinide. Nel corso dei secoli il sito è stato oggetto di numerosi saccheggi e un’aura di mistero regna attorno a questo posto, ma le rovine rimangono di una bellezza unica.  Affianco all’unica parete dell’antichissima Moschea rimasta ancora in piedi, troviamo le tombe dei sultani, sotto delle volte a cielo aperto e un minareto ricoperto di mosaici, adibito a luogo di residenza da parte di numerose cicognesec-dsc_0421Il bacino delle anguille, ex Hammam inondato, secondo la leggenda avrebbe delle doti sacre, e le anguille che lo popolano sarebbero in grado di ridare la fertilità alle donne, (un po’ come la sorgente della Gru di Daruvar, in Croazia ). La necropoli è circondata da imponenti mura di cinta fortificate, il tutto di un color ocra/sabbia e immerso nel verde di una vegetazione rigogliosa nella quale si incontrano banani, bambù, melograni e fiori di tutti i colori. Un giardino dell’eden a due passi dal centro della capitale marocchina.

Dove mangiare (bene) ?

Dar el medina :
Nel labirinto di vicoli e vicoletti della Medina c’è un ristorante squisito. Per trovarlo, abbiamo dovuto chiedere per strada, e persino il giovane che gentilmente ci ha accompagnato (ed abitava lì vicino) ha sbagliato un paio di volte. Vi consigliamo di chiedere ai commercianti della Medina, ma sappiate che quando vedrete la facciata rosa saerete al posto giusto.
L’atmosfera è quella tipica di un Riad, con il suo patio interno a cielo aperto e gli spazi laterali, l’accoglienza calorosa come vuole la tradizione in Marocco e il Menu, su una pergamena di cuoio, da leccarsi i baffi. Dopo lunga riflessione abbiamo optato per un delizioso pollo alle olive e un Rfissa, piatto a base di pollo e lenticchie su un letto di pane berbero, una specialità piuttosto rara!

Curiosità : l’arredamento unisce oggetti della tradizione e scatti d’epoca in bianco e nero di una Rabat d’altri tempi, accompagnati da didascalie, anch’esse d’epoca, sui quartieri “civilzzati” della capitale del Regno.

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Il Giardino :
Attenzione, questo non è un ristorante tradizionale marocchino. Ma per due “expat” dal sangue italiano, poter ritrovare la cucina di casa è sempre un assoluto piacere per le papille. Questo ristorante, situato accanto al Istituto Italiano di Cultura (non lontano dal Chellah) vi porta dritti in Sicilia, con i suoi deliziosi cannoli, senza parlare del pesce alla griglia o delle bruschette… solo a parlarne ci torna l’acquolina in bocca!

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Il Café Maure :
Un posto da non perdere, nella Kasbah degli Oudaya. Questo caffè è adiacente al Giardino andaluso e al menù ha quasi esclusivamente l’immancabile thé alla menta accompagnato da gustosi biscotti fatti in casa che danno dipendenza. Potrete gustare il tutto da una posizione privilegiata, crogiolandovi al sole ammirando il mare e respirando la brezza al sapore di iodio.

sec-dsc_0250Al Marsa :
Situato all’estremità della riva degli artisti di Salé, è un ristorante spagnolo elegante (ma non gastronomico) con una terrazza lounge sulla riva e musica dal vivo. Unica nota stonata i prezzi un po’ salati, soprattutto rispetto al costo della vita locale, ma le specialità di pesce, crostacei e frutti di mare sono da leccarsi i baffi.

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Dove dormire :
Per il nostro week-end a Rabat abbiamo scelto il Riad Sakina, nel cuore della medina. Molto ben tenuto e arredato, le camere sono intime e romantiche, con il letto a baldacchino, gli archi e le decorazioni tradizionali ma sobri. Come spesso da queste parti, il proprietario del Riad è francese, che vive sul posto e accoglie calorosamente i suoi clienti.

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Tutte le nostre foto di Rabat:

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